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News Dic 2015

03
Dic 2015

Fed e BCE divergono, ma quali effetti sul dollaro?

Fed e BCE divergono, ma quali effetti sul dollaro?

Sono in molti a chiedersi quali saranno gli effetti sul dollaro del primo rialzo dei tassi di riferimento da parte della Federal Reserve.

Un sondaggio Reuters svela che il 67% degli analisti intervistati prevede un rafforzamento della valuta statunitense il prossimo anno, supportato dalle politiche monetarie divergenti, con alcune banche d'affari che prospettano il ritorno del cambio euro-dollaro in area 0,80 in un arco temporale di due anni. Gli speculatori hanno fatto grosse scommesse su questa view, sicuri di un ulteriore indebolimento della moneta unica e dello yen, grazie ai QE in atto.

Tuttavia nelle ultime tre occasioni, dopo il primo rialzo dei tassi della Fed, il dollaro si è indebolito nei tre mesi successivi e non è da escludere che dopo l’annuncio della Yellen la storia si ripeta, generando un deprezzamento del biglietto verde. La promessa di agire con gradualità nel rialzo dei tassi potrebbe favorire un alleggerimento delle posizioni in acquisto sul dollaro, favorendo lo storno correttivo di breve. Ad ogni modo sarebbe questa un’opportunità di acquisto poiché, questa volta, le altre principali Banche Centrali mondiali mantengono un approccio accomodante in merito alle politiche monetarie (svalutando valute come euro e yen appunto), giustificando le previsioni valutarie della maggioranza degli analisti.

Nell'infografica si evidenzia l’andamento dei tassi della Fed dal 1993 e l’andamento del “dollar index” tre mesi prima e tre mesi dopo l’avvio di un ciclo di politica monetaria restrittiva negli Stati Uniti.