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News Lug 2015

30
Lug 2015

Se l’oro segue le orme del minerale di ferro

Se l’oro segue le orme del minerale di ferro

Oro e minerale di ferro sono due commodities così diverse che appare anomalo parlare di entrambi comparando il primo al secondo. Eppure il recente movimento del mercato consente di parlare dell’andamento dell’oro seguendo un discorso già fatto in passato per il minerale di ferro.  Infatti, nonostante le quotazioni dei due mercati siano completamente differenti, la politica di riduzione dei costi grazie ad un aumento della produzione sta portando ad avere gli stessi effetti visti sul minerale di ferro sul prezioso. Infatti, anche sull’oro la produzione risulta essere superiore alla domanda (soprattutto a causa del rallentamento di quella asiatica), deprimendone le quotazioni. Tuttavia questa politica di sovrapproduzione consente alle società minerarie di abbassare i costi di estrazione mantenendo ancora i margini aziendali in positivo. Se le società attive sul minerale di ferro hanno abbattuto i costi produttivi aumentando la capacità estrattiva, anche i produttori di oro hanno avviato una politica di aumento dell’output proprio per ridurre marginali di estrazione.

Un esempio di quanto detto lo si evince analizzando le principali società minerarie mondiali; tra queste Newmont Mining Corp ha abbassato il costo di estrazione a $849 per oncia nel primo trimestre dell’anno dai $1.034 per oncia dello scorso anno, mentre Barrick Gold Corp ha registrato un costo estrattivo pari a $864 per oncia lo scorso anno rispetto agli $890-$920 per oncia stimato inizialmente dalla società. Meglio di loro, tuttavia, l’australiana Newcrest Mining è riuscita ad ottimizzare i costi estrattivi a $700 per oncia (A$946 per oncia) nel primo trimestre dell’anno. Questo dimostra, pertanto, che se le società riusciranno a compensare i cali dei prezzi da un minor costo di estrazione, allora continueranno a produrre anche a fronte di un continuo rallentamento della domanda (evidenziata dal surplus del metallo giallo ai massimi dal 2010) ed al conseguente calo dei prezzi.

Proprio dal lato dei prezzi, poi, non sembrano esserci spazi per poter assistere ad un ripresa con le principali banche d’affari che continuano a rivedere al ribasso le stime di prezzo. HSBC, ad esempio, ha rivisto al ribasso le stime di prezzo del metallo giallo a $1.160 per oncia per il 2015 ed a $1.205 ad oncia per il 2016, sottolineando che nel breve periodo le attese sono per ulteriori cali dei prezzi tanto da poter raggiungere i $1.000 per oncia, prima di poter assistere ad un recupero verso la fine dell’anno. Stime più basse per quanto riguarda Goldman Sachs che ha stimato prezzi bel al di sotto dei $1.000 per oncia a breve, mentre Bank of America ha sottolineato come le posizioni short sul metallo giallo siano aumentate superando quelle long per la prima volta nell’ultima decade suggerendo spazi per ulteriori ribassi.

 

Livelli PIVOT

 

Eur-Usd:

(R1) 1,1057

(R2) 1,1130

(R3) 1,1249

-

(S1) 1,0938

(S2) 1,0892

(S3) 1,0773

Oro:

(R1) 1.103

(R2) 1.108

(R3) 1.120

  -

(S1) 1.092

(S2) 1.085

(S3) 1.073

Petrolio WTI:

(R1) 49,06

(R2) 50,36

(R3) 52,49

  -

(S1) 46,93

(S2) 46,10

(S3) 43,97

Petrolio Brent:

(R1) 53,95

(R2) 54,91

(R3) 56,71

  -

(S1) 52,15

(S2) 51,31

(S3) 49,51

Alluminio:

(R1) 1.667

(R2) 1.675

(R3) 1.689

  -

(S1) 1.653

(S2) 1.647

(S3) 1.633

Rame:

(R1) 5.389

(R2) 5.452

(R3) 5.568

  -

(S1) 5.273

(S2) 5.219

(S3) 5.102

Nichel:

(R1) 11.383

(R2) 11.527

(R3) 11.797

  -

(S1) 11.113

(S2) 10.987

(S3) 10.717

Piombo:

(R1) 1.737

(R2) 1.754

(R3) 1.780

  -

(S1) 1.711

(S2) 1.701

(S3) 1.674

Zinco:

(R1) 1.987

(R2) 2.012

(R3) 2.051

  -

(S1) 1.948

(S2) 1.934

(S3) 1.895

Stagno:

(R1) 16.295

(R2) 16.420

(R3) 16.620

  -

(S1) 16.095

(S2) 16.020

(S3) 15.820