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News Apr 2015

30
Apr 2015

Se la Fed ritiene transitorio il rallentamento Usa

Se la Fed ritiene transitorio il rallentamento Usa

L’economia statunitense riporta un netto calo della crescita economica nel primo trimestre dell’anno, così come era avvenuto ad inizio 2014, riportando l’effetto mal tempo come uno dei principali fattori negativi della crescita economica. La prima economia al mondo ha registrato un tasso di crescita pari allo 0,2% su base annua nei primi tre mesi dell’anno risultando nettamente inferiore alle attese del mercato che poneva l’economia a stelle e strisce su un ritmo di crescita pari all’1% e risultando in frenata per due punti percentuali rispetto all’ultimo trimestre dell’anno scorso.

Tuttavia non è solo l’effetto “inverno” tra i fattori di rallentamento economico, ma inizia ad avere conseguenze negative sull’export il forte apprezzamento del biglietto verde sul resto delle valute mondiali (euro in primis). In generale, è stato un primo trimestre particolarmente negativo per l’economia d’oltre oceano con il consumo che ha registrato un aumento dell’1,9% rispetto al 4,4% nell’ultimo trimestre del 2014, mentre gli gli investimenti hanno subito una contrazione pari al 2,5% (la più grande dalla fine del 2009). A questo si aggiunge il taglio di spesa pari all’1,5% da parte del governo centrale e dei governi locali non hanno supportato la crescita del Paese.

Se il mercato ha subito reagito negativamente al dato, soprattutto il mercato valutario che ha visto il cambio eur-usd posizionarsi oltre area 1,1100, c’è chi minimizza e parla di una fase transitoria. La Federal Reserve, infatti, a conclusione della due giorni di riunione del FOMC, ha voluto sottolineare come il rallentamento economico rifletta fattori stagionali mentre il mercato del lavoro risulta pressoché stabile. Ciò nonostante l’impressione è che l’attuale situazione interna al paese rinvierà il tanto atteso aumento dei tassi da giugno, con la Fed che cercherà maggiore conferme su un arco temporale più ampio. Probabilmente aspetterà che il PIL del secondo trimestre confermi la transitorietà del pessimo dato sio primi tre mesi dell’anno, spostando il primo rialzo dei tassi alla riunione di settembre.

 

Livelli PIVOT

Eur-Usd:

(R1) 1,1225

(R2) 1,1320

(R3) 1,1549

-

(S1) 1,0996

(S2) 1,0862

(S3) 1,0633

Oro:

(R1) 1.194

(R2) 1.210

(R3) 1.222

  -

(S1) 1.182

(S2) 1.186

(S3) 1.174

Petrolio WTI:

(R1) 58,66

(R2) 60,39

(R3) 63,18

  -

(S1) 55,87

(S2) 54,81

(S3) 52,02

Petrolio Brent:

(R1) 65,41

(R2) 66,24

(R3) 67,83

  -

(S1) 63,82

(S2) 63,06

(S3) 61,47

Alluminio:

(R1) 1.894

(R2) 1.905

(R3) 1.931

  -

(S1) 1.868

(S2) 1.854

(S3) 1.829

Rame:

(R1) 6.171

(R2) 6.208

(R3) 6.302

  -

(S1) 6.076

(S2) 6.019

(S3) 5.924

Nichel:

(R1) 13.573

(R2) 13.692

(R3) 13.992

  -

(S1) 13.273

(S2) 13.092

(S3) 12.792

Piombo:

(R1) 2.108

(R2) 2.120

(R3) 2.150

  -

(S1) 2.078

(S2) 2.060

(S3) 2.030

Zinco:

(R1) 2.310

(R2) 2.320

(R3) 2.349

  -

(S1) 2.280

(S2) 2.261

(S3) 2.231

Stagno:

(R1) 15.933

(R2) 16.142

(R3) 16.492

  -

(S1) 15.583

(S2) 15.442

(S3) 15.092